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Una commemorazione, al porto di Livorno, per la tragedia del Moby Prince
Livorno, 15 febbraio 2025 – Il Procuratore Capo di Livorno, Maurizio Agnello, è stato convocato il 25 febbraio a Roma alla Commissione Parlamentare di Inchiesta sul caso Moby Prince. Alla Procura della Repubblica di Livorno è stato aperto nel dicembre 2018 un ultimo fascicolo sulla tragedia Moby Prince (costata la vita a 140 persone), in mano al sostitiuto procuratore Carmazzi. La Procura all’epoca acquisì agli atti la relazione conclusiva della prima Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulla tragedia, resa pubblica il 24 gennaio 2018, secondo cui il disastro “non era riconducibile alla nebbia e alla negligenza dell’equipaggio”.
“È difficoltoso svolgere indagini su fatti che risalgono a oltre trenta anni fa. Come è difficile procedere a perizie e consulenze. L’unico reato che sopravviverebbe alla prescrizione, è quello di strage dolosa”, ci ha spiegato il Procuratore Capo Agnello, arrivato a Livorno il 4 novembre 2024.
Ha aggiunto: “Stiamo facendo l’impossibile per capire se c’è stato un reato, chi lo ha commesso e se non è prescritto”. Ha aggiunto: “In Commissione dirò che non si può prescindere dalla testimonianza dell’unico sopravissuto del Moby Prince, Alessio Bertrand, il quale ha riferito che mentre il traghetto era in navigazione dopo avere lasciato il porto di Livorno, aveva sentito il moto regolare della nave fin quando non ha sbattuto contro qualcosa. Nella confusione del momento, ha dichiarato sempre Bertrand di avere incrociato un altro membro dell’equipaggio che gli disse che avevano sbattuto contro un’altra nave e che non l’avevano vista per la nebbia. A mio parere questo dato è ineludibile. Betrand non ha avvertito improvvisi cambi di rotta del Moby Prince, virate repentine”.