"Sono rammaricato e dispiaciuto per la reazione dei comitati dei familiari delle vittime del Moby Prince. Chi ha voluto polemizzare su quello che ho detto in Commissione parlamentare evidentemente non ha ascoltato con attenzione le mie parole".
E’ lo sfogo del procuratore di Livorno, Maurizio Agnello, alle parole di fuoco delle associazioni 10 Aprile e 140 che rappresentano i familiari delle vittime del Moby, dopo la sua audizione in Commissione d’inchiesta parlamentare del 25 febbraio.
Procuratore, hanno definito il suo intervento "sconcertante"...
"Non ho mai detto di aderire alla sentenza che ha accertato la negligenza dell’equipaggio del Moby Prince. Ho detto che quella oggi è l’unica verità processuale, l’unica sentenza definitiva. Ma ho anche detto che quella è la verità processuale, mentre noi dobbiamo cercare la verità sostanziale. Ho anche auspicato che la vicenda del Moby, uno strazio senza fine, non diventi l’ennesimo mistero irrisolto".
Lei ha sollevato alcune perplessità davanti alla Commissione.
"Ho passato in rassegna tutti gli elementi sui quali ci sono dubbi. Tanti, troppi dubbi. E ho chiaramente spiegato che stiamo ragionando su come concludere questa indagine lunga, complessa, molto faticosa per una Procura piccola come quella di Livorno, che va avanti dal 2018".
L’indagine partita nel 2018 dalla Procura di Livorno si incentra sul reato di strage.
"Sono un magistrato nel ruolo di pubblico ministero e devo portare ai giudici prove, non suggestioni e ipotesi. L’ho detto chiaramente in Commissione. Stiamo indagando sul reato di strage che non sia maturato in contesti di terrorismo eversivo, o di criminalità organizzata di tipo mafioso, su cui invece ha lavorato la Dda di Firenze che ha formulato al gip la richiesta di archiviazione. La Procura di Livorno indaga se sia individuabile, pur a distanza di tanti anni, una persona che abbia scientemente agito per causare la morte di 140 persone".
In audizione ha espresso perplessità sull’accordo tra Navarma e Snam per i risarcimenti dopo due mesi dalla collisione all’insaputa della magistratura, e sull’affidamento delle indagini alla Capitaneria di Porto di Livorno.
"Ho detto che forse è stato un errore, perché la Capitaneria di Porto era stata coinvolta nei soccorsi che furono caotici e disorganizzati, tanto che alcuni militari furono poi processati. E l’accordo tra Navarma e Snam mi lascia immaginare che fossero consapevoli ognuna di avere qualche colpa nel disastro".
Monica Dolciotti